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ARRIVA IL RISOTTO ALLA LAVANDA : COSI’ IL PROFUMO FINISCE NEL PIATTO


Dal vaso al piatto.Risotto,coniglio,biscotti,tarallini,tutti alla lavanda.Non è soltanto un fiore profumato da utilizzare nei sacchetti per gli armadi: la lavanda nel Ponente Ligure è anche un’essenza da impiegare in cucina.A proporla in questa declinazione è l’Ordine gastronomico Lavanda Riviera dei Fiori,che nasce nell’ambito del Progetto Lavanda Riviera dei Fiori che riunisce Comuni e produttori che vogliono riscoprire questa coltivazione,ispirandosi alla vicina Provenza francese,e portare in Riviera e nel Basso Piemonte le piante,che possono diventare un’importante integrazione del reddito per i coltivatori. La Lavanda Officinalis,varietà Imperia- spiega Loris Dolzan,cuoco sanremese e ambasciatore dell’Ordine gastronomico – secondo le analisi ha la più bassa concentrazione di canfora : in pratica,è la migliore da utilizzare in cucina.Noi ci battiamo per la qualità,per riscoprire questa coltivazione e per portarla nei piatti. Tra l’altro l’essenza non è soltanto buona e profumata: ha poteri disinfettanti,digestivi,purifica.Insomma fa bene”. Anche se sono molti di più i produttori di lavanda ornamentale, sono molte le aziende che stanno decidendo di investire in questa essenza. Auspichiamo che questo si diffonda presto, in quanto può contribuire a risollevare almeno in parte l’economia delle piccole aziende agricole del Ponente Ligure. ( La Stampa 15 Agosto 2018 / Le storie del territorio/ Lorenza Rapini / p.37 )



CONSUMO DI NOCI E INDICI DI FERTILITA' MASCHILE ( dott.G.Buonsanti )


Viene definita come infertile una coppia che non riesce ad ottenere una gravidanza dopo almeno 12-18 mesi di rapporti sessuali liberi e non protetti. In Italia circa il 20% delle coppie risulta infertile. Dal punto di vista dell’uomo le diverse cause di infertilità (ormonali, dovute a patologie testicolari da traumi, infezioni o neoplasie, o a patologie delle vie seminali o patologie infettive o infiammatorie della prostata o delle vescicole seminali o dell’epididimo), determinano una riduzione degli indici di fertilità misurabili attraverso il test di primo livello rappresentato dall’esame del liquido seminale o spermiogramma. Lo spermiogramma effettuato secondo i criteri riportati nel manuale WHO, indaga, oltre al numero degli spermatozoi, anche la loro motilità, vitalità, morfologia e frammentazione del DNA. Negli ultimi anni gli indici di fertilità misurati attraverso lo spermiogramma si sono progressivamente ridotti, secondo alcuni autori il numero complessivo degli spermatozoi nell’eiaculato si è dimezzato negli ultimi 40 anni. Lo stesso manuale WHO per l’analisi del liquido seminale riporta, nelle varie edizioni che si succedono, intervalli di riferimento via via più bassi. Ad esempio, la concentrazione degli spermatozoi era ritenuta normale se superiore a 20 milioni per millilitro nella IV edizione del manuale WHO (anno 2001) mentre è di 15 milioni per millilitro nell’edizione 2010 dello stesso manuale. Le cause di tale riduzione vanno ricercate nella crescente esposizione ad inquinanti ambientali e, soprattutto, nel cambiamento dello stile di vita, inteso come riduzione dell’attività fisica e della qualità dell’alimentazione. Un trial clinico randomizzato (FERTINUTS) ha indagato gli effetti della somministrazione di 60 grammi di noci al giorno in un gruppo di uomini di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, nel contesto di una dieta di tipo occidentale, confrontandoli con il braccio di controllo costituito da uomini con dieta di tipo occidentale senza consumo di noci, il tutto per un periodo di 14 settimane e su una casistica di 119 soggetti. Gli uomini che avevano consumato 60 grammi di noci al giorno hanno mostrato un incremento degli indici di fertilità: conta spermatica (P=0,002), vitalità (P=0,003), motilità totale (P=0,006), motilità progressiva rettilinea (P=0,036) e morfologia spermatica, cioè percentuale di spermatozoi privi di anomalie morfologiche (P=0,008). In questi soggetti si è anche osservato una riduzione degli indici di frammentazione del DNA (P=0,036), mentre nessuna variazione è stata osservata a livello di potenziale antiossidante, anomalie cromosomiche, metilazione del DNA. Gli autori concludono che l’aggiunta di 60 grammi di noci al giorno è in grado di migliorare gli indici di fertilità maschile misurati dai parametri indicati nel manuale WHO per l’analisi del liquido seminale.

Bibliografia: Salas-Huetos A. et al. Effect of nut consumption on semen quality and functionality in healthy men consuming a Western-style diet: a randomized controlled trial. The American Journal of Clinical Nutrition, Volume 108, Issue 5, 1 November 2018, Pages 953–962, https://doi.org/10.1093/ajcn/nqy181

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