Insulino resistenza

Insulina

L’insulina è un ormone proteico secreto dal pancreas con funzioni principalmente anaboliche in quanto permette di far assorbire i nutrienti assunti attraverso l’alimentazione.

L’insulina serve a ridurre i livelli di glucosio nel sangue, nel senso che permette all’organismo di regolare la glicemia entro limiti accettabili per aiutare cervello,muscoli e fegato a lavorare bene e costantemente.

I compiti dell’insulina sono:

  • trasportare il glucosio dal sangue alle cellule, pronto per essere utilizzato come fonte di energia.
  • trasformare e immagazzinare il glucosio sotto forma di glicogeno nel fegato e nei muscoli e come grasso nelle cellule grasse,dove viene depositato come trigliceridi nel tessuto adiposo.

Definizione di insulino resistenza e sue conseguenze patologiche

L’insulino-resistenza è definita come la resistenza agli effetti dell’insulina sull’assorbimento del glucosio,sul suo metabolismo o sul suo accumulo.

Quando produciamo molta insulina, in condizioni di sovrappeso e obesità, l’organismo mette in atto tecniche di difesa in cui i tessuti prendono solo la quantità di ormone che interessa, mentre il resto lo rilasciano liberamente nell’organismo con una derivante iperinsulinemia compensatoria.

Questa situazione di difesa dell’organismo viene chiamata insulino resistenza.

Quindi con il termine di insulino resistenza si definisce quel fenomeno che si viene a creare quando le cellulle diventano resistenti all’azione dell’insulina ed hanno bisogno di dosi progressivamente maggiori dell’ormone per lasciare entrare glucosio al loro interno.

Gli organi più colpiti da questa sindrome sono il muscolo scheletrico,il fegato,il tessuto adiposo e l’ovaio.

L’insulino resistenza può portare a patologie croniche come steatosi epatica,ridotta tolleranza agli zuccheri,ovaio policistico nelle donne e sindrome metabolica.https://www.silvanacristino.it/?p=2863

La sindrome metabolica nel tempo può causare uno scompenso nel metabolismo degli zuccheri e di conseguenza anche il diabete e le malattie cardiovascolari.

L’insulino resistenza è un elemento caratteristico della maggior parte dei pazienti con Diabete di tipo 2 e si riscontra quasi costantemente nei soggetti diabetici obesi.

L’associazione tra obesità e diabete di tipo 2 è stata descritta per decenni, essendo l’obesità viscerale un fenomeno comune alla maggioranza dei diabetici di tipo 2.

L’insulino resistenza è presente anche nell’obesità semplice senza iperglicemia,a dimostrazione del ruolo fondamentale dell’alterazione nella regolazione dell’insulina nella condizione di eccesso di adipe.

Non è solo la quantità assoluta ma anche la distribuzione del grasso corporeo che ha un effetto sulla sensibilità all’insulina: l’obesità centrale (grasso addominale) è più strettamente legata all’insulino resistenza rispetto ai depositi adiposi periferici (gluteo/sottocutaneo).

Ruolo delle adipochine nell’insulino resistenza

È sempre più spesso riconosciuto che il tessuto adiposo non è semplicemente un deposito passivo del grasso,ma può anche operare come un organo endocrino funzionale,rilasciando ormoni in risposta ai cambiamenti nello stato metabolico.

Sono state identificate varie proteine rilasciate nel circolo sistemico da parte del tessuto adiposo, e queste sono definite collettivamente ADIPOCHINE o citochine adipose.

La disregolazione della secrezione di adipochine (livelli normalmente aumentati o dimunuiti) può essere uno dei meccanismi per i quali l’insulino resistenza è legata all’obesità.

Molte adipochine sono implicate nell’insulino resistenza,comprese leptina,adiponectina e resistina.

Ad esempio, la leptina agisce sui recettori del sistema nervoso centrale e di altre sedi per ridurre l’ingestione di cibo e indurre sazietà.

Gli animali con deficit di Leptina dimostrano una grave insulino resistenza che viene bilanciata dalla somministrazione di leptina.

Sebbene numerose azioni sensibilizzanti per l’insulina della leptina siano mediate da recettori del sistema nervoso centrale,alcuni effetti possono tuttavia essere esercitati direttamente a livello dei tessuti bersaglio dell’insulina.

Il ruolo della leptina nell’insulino resistenza nell’uomo rappresenta una delle aree di ricerca più attive.

La diagnosi di insulino resistenza

L’insulino resistenza è diagnosticata dal medico e viene eseguita sia in base ai sintomi,come stanchezza o sonnolenza postprandiale, sia in base ad esami di laboratorio (curva da carico della glicemia e dell’insulina e indice HOMA ).Un indice HOMA alto oppure una curva glicemica ed insulinemica alterata può essere sintomo di insulino resistenza. L’indice HOMA si  basa su un modello omeostatico matematico che considera le concentrazioni sieriche di glucosio e insulina a digiuno.

Come curare l’insulino resistenza

La strategia più indicata è la modifica dello stile di vita che comprende un percorso dietetico personalizzato antinfiammatorio con basso contenuto di carboidrati e zuccheri semplici, un’attività fisica mista di tipo aerobico e anaerobico che permette di migliorare la sensibilità insulinica di muscoli e fegato.

Tale approccio, come primo rimedio, è da preferire ai farmaci che hanno spesso effetti collaterali.

Una dieta a basso carico di carboidrati porterà ad una diminuzione dell’insulina; infatti, la sua quantità è direttamente proporzionale ai carboidrati assunti nel pasto. Questo vuol dire che ad ogni pasto non si deve assumere più di 60-80 grammi di carboidrati in base al proprio peso corporeo.

Altro accorgimento è mangiare alimenti con indice glicemico basso come legumi, pasta integrale al dente, farro, orzo.

Un altro consiglio è diminuire il latte e i derivati che avendo un alto indice insulinemico stimolano maggiormente l’insulina.

Fonti

  • Uliano R., La tua dieta, 2021
  • Robbins e Cotran, Le basi patologiche delle malattie,Volume 2,Elsevier Masson,2005

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