Educazione alimentare

  1.  Cos’è l’educazione alimentare?

L’educazione alimentare è un percorso che si intraprende per imparare a mangiare.

Innanzitutto occorre conoscere gli alimenti e la loro funzione, poi bisogna imparare a capire come variare l’alimentazione nel corso della giornata per soddisfare i bisogni effettivi dell’organismo, infine bisogna diventare consapevoli del proprio reale fabbisogno nutrizionale al fine di prevenire malattie correlate al sovrappeso e all’obesità ( diabete, ipertensione, sindrome metabolica….).

La figura del nutrizionista è indispensabile perché con il diario alimentare che fa compilare al paziente, inquadra la giornata tipo da un punto di vista nutrizionale e la corregge in base ai ritmi lavorativi, allo stile di vita,  agli sgarri alimentari o agli attacchi di fame e alla presenza o meno di attività fisica regolare.

  • A chi serve?

E’ utile a tutti e per tutte le fasce di età, soprattutto per coloro che hanno un approccio negativo con la parola “Dieta”, cioè per quelli che associano dieta alla restrizione calorica prolungata che porta ad una insoddisfazione di vita che permane nel tempo. In realtà lo scopo principale è quello di sapere sempre cosa mangiare per dimagrire nel lungo termine, cioè acquisire una consapevolezza che ti aiuta a gestire le situazioni di vita nel quotidiano e non, tipo saltare la colazione, pranzare in fretta, andare a cena fuori con gli amici o trovarsi di fronte ad un buffet in cui c’è di tutto e di più.

  • Quanti sono i metodi di educazione alimentare?

In realtà non si può parlare di più metodi di educazione alimentare, ma di un metodo che emerge dopo aver analizzato i diversi aspetti della persona che si presentano al nutrizionista con l’obiettivo di dimagrire. Parliamo degli aspetti psicologici, della motivazione reale o fittizia di dimagrire, del bisogno impellente di apparire in un certo modo dopo un brevissimo tempo, del bisogno di ottenere un risultato subito e senza tener conto delle condizioni fisiche o patologiche presenti e quindi arrecando danni alla propria salute.

  • Rischio diete fai da te

Quando la signora Maria inizia una dieta fai da te, pensa di aver acquisito tutte le conoscenze nel campo delle diete avendo attinto a varie fonti: per esempio leggendo i risultati ottenuti da una vip che ha mangiato per due settimane solo riso e verdure, seguendo la dieta consigliata dal nutrizionista all’amica , leggendo sui social il forum di persone che in 10 giorni hanno perso 10 kg  e via discorrendo.

Il problema è sentirsi all’altezza di seguire un’alimentazione che porta ad un dimagrimento immediato senza tener conto di fattori importanti e indispensabili per stilare un piano nutrizionale personalizzato, quali le analisi cliniche e altri accertamenti diagnostici prescritti dal medico di famiglia, tenendo in conto eventuali patologie in atto o pregresse, l’analisi della composizione corporea, il calcolo dell’indice di massa corporea, la misura di circonferenze e pliche cutanee che hanno uno specifico significato in termini di assetto ormonale e metabolico, infine considerando la misura del metabolismo basale e del reale fabbisogno energetico in caso di attività fisica.

Il fai da te può far dimagrire in modo sbagliato e poi la vera sfida è mantenere il peso raggiunto. Ridursi a mangiare solo insalate, cibi sconditi e semi,  è frutto dei falsi miti che girano in rete come quello che i grassi fanno ingrassare, il sale fa male e le uova fanno aumentare il colesterolo.

Inoltre la nostra signora Maria, dopo la perdita di peso raggiunta con sacrifici che magari non si addicono al suo stile di vita, dopo un mese perde la motivazione e pensa che il risultato ottenuto possa mantenersi stabile, vede salire l’ago della bilancia in modo esagerato rispetto al peso di partenza, ma non si arrende prova un’altra dieta ma non perde peso e così si innesca il famoso effetto “yo-yo” cioè la perdita e il riacquisto di peso in seguito a diete eccessivamente ipocaloriche.

  • L’educazione alimentare fa dimagrire?

L’educazione alimentare è indispensabile per far capire che nel tentativo di fare la dieta perfetta  ottieni risultati fallimentari che arrecano danno all’organismo,  non portano ad un dimagrimento a lungo termine e rallentano il metabolismo. Quindi  in realtà la DIETA PERFETTA è quella flessibile che si adatta a te  momento per momento. Capire che passare una vita “a dieta” è il vero demonio che porta al fallimento di ogni dieta, quindi l’obiettivo è quello di educarsi a mangiare per creare una “non dieta” con cui dimagrire una volta per tutte e per sempre.

  • Che differenza c’è tra educazione alimentare e dieta?

Sono consequenziali, cioè se si impara a mangiare si dimagrisce senza danni per la salute.

7.  Consigli.

A – Nell’arco della settimana variare il più possibile l’alimentazione, ossia alternare carboidrati  e proteine,  per esempio due giorni solo proteine (carne, pesce, uova) e i due giorni successivi pochi carboidrati (frutta, pasta integrale, pane integrale).

B – bere almeno due litri di acqua al giorno per evitare la ritenzione idrica e per aiutare l’intestino.

C – affiancare all’alimentazione corretta una attività fisica regolare adeguata all’età e non superiore al consumo energetico dell’organismo (per esempio camminare almeno 30 minuti al giorno).

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